1. La Consulta e la Costituente

Viva l'Italia libera

Cronologia 1946

1946


  • congresso del Pd’A a Roma: maggioranza della sinistra, la corrente di Parri e U. La Malfa si scinde e forma la Concentrazione democratica repubblicana, poi confluita nel PRI.

  • cessa le attività l’Alto commissariato per le sanzioni contro il fascismo: le funzioni alla magistratura ordinaria.

  • congresso costitutivo del Fronte dell’Uomo qualunque a Roma: decisa l’alleanza elettorale con il Partito democratico nazionale (PDM), di tendenze monarchiche.

  • prime elezioni amministrative italiane del dopoguerra: la DC conquista, da sola o in coalizione, il 41,6% dei comuni, il Fronte popolare (PCI e PSI) il 40%.

  • XXIV congresso del PSIUP a Firenze: ribadita l’autonomia del partito nell’ambito dell’alleanza con il PCI.

  • congresso DC a Roma: il partito si esprime a maggioranza per la repubblica, ma lascia libertà di voto al referendum istituzionale.

  • III congresso del PLI a Roma: scelta a favore del mantenimento dell’istituto monarchico.

  • Vittorio Emanuele III abdica a favore del figlio Umberto II, e parte per l’esilio in Egitto.

  • abrogate le norme sul sequestro preventivo della stampa (r.d.l. n. 561).

  • referendum istituzionale: 54,2% repubblica contro 45,8% monarchia. Elezioni per l’Assemblea costituente: DC 35,2%; PSIUP 20,7%; PCI 19,0%; Unione democratica nazionale 6,8%; UQ 5,3%; PRI 4,4%; Blocco nazionale della Libertà 6,8%; Pd’A 1,5%. La Corte di cassazione proclama la Repubblica (verbali del 10 e 18 giu.).

  • Umberto II lascia l’Italia per l’esilio di Cascais (Portogallo).

  • amnistia su proposta del ministro guardasigilli Togliatti per reati comuni, politici e militari (d.lg.p. n. 4).

  • avvio dei lavori dell’Assemblea costituente presieduta da Saragat (d.lg.p. n. 48).

  • E. De Nicola eletto capo provvisorio dello Stato.

  • dimissioni del governo De Gasperi

  • formazione del secondo governo De Gasperi.

  • istituita dall’Assemblea costituente la Commissione dei 75, incaricata di elaborare la nuova Costituzione.

  • accordo De Gasperi-Grüber sull’autonomia amministrativa dell’Alto Adige.

  • A. Piccioni nuovo segretario della DC.

  • nuovo patto d’unità d’azione fra PCI e PSIUP, avversato dalla destra socialista.

  • elezioni amministrative: affermazione di PCI-PSI ed estrema destra; calo della DC.

  • costituito il Movimento sociale italiano (MSI) su iniziativa di ex fascisti tra cui P. Romualdi e G. Almirante.

Nei primi mesi dopo la Liberazione aspetti positivi e promesse di cambiamento si intrecciarono con il preannuncio di un ritorno dello Stato tradizionale, accentratore e sordo alle istanze di rinnovamento democratico.
L’istituzione dei Consigli di Gestione alimentò per una breve stagione le speranze di un gestione democratica dell’economia grazie alla partecipazione dei lavoratori, ma la realizzazione fu impari alle speranze. Il ritorno dei padroni ai loro posti di comando fu accompagnato da una campagna che predicava la libertà assoluta in economia e dalla demonizzazione del ruolo dello Stato. Il breve successo di queste idee fu illusorio perché i tempi richiedevano più forti compagini economiche per la concorrenza sul piano internazionale. I sindacati, riuniti nella CGIL unitaria, costituita con il Patto di Roma nel giugno 1944, godevano di un grande prestigio popolare, ma erano travagliati dal contrasto tra le diverse correnti, e soprattutto tra la destra cristiana e la sinistra (socialisti e comunisti).

Sul piano politico i partiti antifascisti diedero vita a un governo di coalizione presieduto da Ferruccio Parri (21 giugno 1945), già vicecomandante del CVL, che sembrò garantire alla Resistenza un ruolo decisivo; ma al prestigioso e integerrimo presidente del Consiglio, esponente del Partito d’Azione, mancò sia l’abilità tattica sia l’appoggio degli altri partiti del CLN. Vittima della ostilità dei conservatori (DC e liberali) e degli alleati, che temevano fosse un complice dei comunisti, dovette dimettersi il 22 novembre; fu sostituito il 10 dicembre 1945 dal democristiano Alcide De Gasperi.
Si apriva di lì in avanti la campagna elettorale per l’elezione della Assemblea Costituente, che avrebbe accompagnato il referendum istituzionale, secondo l’accordo tra il CLN e la Corona (DLL n. 151/1944). Anche per regolare tale evento fu istituita un’assemblea legislativa provvisoria, la Consulta Nazionale, non elettiva (fu in carica dal 25 settembre 1945 al 2 giugno 1946), composta da personalità dell’antifascismo. Tra le sue deliberazioni quella di estendere il voto a tutti cittadini senza distinzione di sesso, accompagnata tuttavia dalla limitazione dei poteri della Costituente che non avrebbe potuto legiferare.

Cronologia 1947

1947


  • viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti: concesso all’Italia un prestito di 100 milioni di dollari.

  • XXV congresso straordinario del PSIUP a Roma; la corrente di Saragat dà vita al PSLI, Partito socialista dei lavoratori italiani (scissione di Palazzo Barberini). Il PSIUP muta nome in PSI, segretario Basso.

  • dimissioni del governo De Gasperi.

  • formazione del terzo governo De Gasperi, composto da DC, PCI e PSI.

  • l’adesione dell’Italia agli accordi di Bretton Woods è approvata dall’Assemblea costituente.

  • l’Italia aderisce all’accordo per l’istituzione di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale (l. n. 132).

  • approvato dall’Assemblea costituente l’art. 7: i Patti lateranensi del 1929 integrati nella Costituzione.

  • II congresso del Pd’A a Roma: smembramento definitivo del partito.

  • elezioni dell’assemblea regionale siciliana: calo della DC (dal 33 al 20%), successo del Blocco del popolo (PCI, PSI, Pd’A) dal 21 al 30% dei voti.

  • strage di Portella della Ginestra: l’agguato del bandito S. Giuliano contro la folla radunata per la festa del lavoro causa 11 morti e 27 feriti.

  • dimissioni del governo De Gasperi.

  • formazione del quarto governo De Gasperi, il primo senza l’appoggio delle sinistre.

  • accordo a Washington tra Italia e Stati Uniti: reciproca rinuncia a pretese di carattere economico sorte in tempo di guerra (rat. d.lg.c.p.s. 31 dic. 1947, n. 1747).

  • II congresso dell’Uomo qualunque a Roma: dissidi sull’operato del partito.

  • elezioni amministrative: successo di DC e, in misura minore, del Blocco del popolo; partecipa il MSI.

  • scioglimento ufficiale del Pd’A e sua adesione al PSI.

  • istituito a Ginevra con l’adesione dell’Italia il General Agreement on Tariffs and Trade (GATT) (rat. l. 5 apr. 1950, n. 295).

  • II congresso della DC a Napoli: definito il programma per le elezioni politiche; A. Piccioni segretario.

  • manifestazione a Milano di ex partigiani contro la sostituzione dell’ultimo prefetto di nomina CLN, E. Troilo.

  • IV congresso del PLI a Napoli: svolta in senso conservatore, R. Lucifero segretario.

  • rimpasto ministeriale attuato da De Gasperi per includere esponenti PSLI e PRI.

  • approvata dall’Assemblea costituente la Costituzione repubblicana.

  • costituito da PCI, PSI e altri gruppi di sinistra il Fronte democratico popolare.

  • muore in esilio ad Alessandria d’Egitto Vittorio Emanuele III (Napoli, 1869)


Cronologia 1948

1948


  • entra in vigore la Costituzione della Repubblica.

  • trattato di amicizia e commercio a Roma tra Italia e Stati Uniti (rat. d.l. 14 feb. 1948, n. 153).

  • VI congresso PCI a Milano: approvata la costituzione con il PSI del Fronte democratico popolare.

  • costituzione del Blocco nazionale, alleanza elettorale fra PLI e UQ.

  • XX congresso del PRI a Napoli: confermata l’alleanza di governo con DC e partiti moderati.

  • XXVI congresso del PSI a Roma: maggioranza favorevole all’alleanza con il PCI; I.M. Lombardo, Calamandrei, F. Venturi e G. Romita decidono di allearsi con PSLI e con la lista di Unità socialista.

  • libri di testo nelle scuole elementari scelti dagli insegnanti (d.p.r. n. 175).

  • I congresso del PSLI a Napoli: ribadita la linea anticomunista e riformista del partito; Saragat segretario.

  • dichiarate estinte le pratiche di epurazione; concessa revisione dei procedimenti passati in giudicato (d.l. n. 48).

  • costituiti circa 18.000 comitati civici organizzati e diretti dal presidente dell’Azione cattolica, L. Gedda: riconosciuti dal papa, affiancano le strutture partitiche della DC.

  • elezioni comunali a Pescara: vittoria del Fronte democratico popolare con il 79% dei voti.

  • lettera ai fedeli del cardinale Schuster a sostegno della campagna elettorale della DC.

  • norme per la consegna di criminali di guerra cittadini di potenze alleate (d.p.r. n. 363).

  • I congresso della Resistenza a Roma: Mattei ed ex partigiani cattolici lasciano l’assemblea dell’ANPI per fondare la Federazione volontari della libertà (FVL).

  • G.C. Marshall annuncia la sospensione degli aiuti ERP all’Italia in caso di vittoria del Fronte popolare.

  • approvato dal Consiglio dei ministri l’emblema dello Stato (d.l. n. 535).

  • istituita l’Organizzazione europea per la cooperazione economica (OECE): l’organo amministra i fondi ERP (European Recovery Program) (rat. l. 4 ago. 1948, n. 1107).

  • elezioni del Parlamento repubblicano: maggioranza assoluta alla DC (48,7%); sconfitta del Fronte popolare (31%); Unità socialista 7,1%, Blocco nazionale 3,8%, Partito nazionale monarchico 2,8%; MSI 2%; PRI 2,5%.

  • L. Einaudi eletto presidente della Repubblica.

  • dimissioni del governo De Gasperi.

  • formazione del quinto governo De Gasperi, composto da DC, PLI, PRI, PSLI.

  • XXVII congresso PSI a Genova: contrasti circa l’alleanza con il PCI, a favore la sinistra (Nenni), contraria la destra (G. Romita); A. Jacometti segretario.

  • accordo a Roma tra Italia e Stati Uniti sull’applicazione del Piano Marshall (rat. l. 4 ago. 1948, n. 1108).

  • confermato il patto di unità d’azione fra PCI e PSI.

  • attentato a Togliatti compiuto a Roma da A. Pallante; sciopero generale, occupate fabbriche ed edifici pubblici, scontri fra ex partigiani e polizia: una ventina i morti, centinaia i feriti. Il PCI si impegna a riportare l’ordine.

  • il tribunale militare di Roma condanna all’ergastolo H. Kappler per l’eccidio delle Fosse Ardeatine.

  • sciolto su richiesta del PSI il Fronte Democratico Popolare.

  • costituito il Territorio libero di Trieste (art. 21 del trattato di pace del 10 feb. 1947).

  • Dossetti in dissenso con la politica liberista del governo fonda nella DC la corrente Cronache sociali.

1. La crisi del fascismo e il colpo di stato del re

Al malessere del Paese rispondeva l’indebolimento del Partito Nazionale Fascista. Non calavano certo le iscrizioni, che erano obbligatorie ed erano tanto più richieste a tutti i cittadini in quegli anni, quando dovevano attestare la fiducia nelle sorti del conflitto. Ma la dirigenza del PNF non riusciva a rinnovarsi o a esprimere nuovi leader per resuscitare i passati consensi; il mastodontico partito restava affidato ai rituali escogitati da Achille Starace. Per rispondere a tale vuoto Mussolini lanciò una demagogica campagna anticapitalista, a cui non corrisposero provvedimenti di giustizia sociale o di miglioramenti salariali (sindacati fascisti), mentre proseguiva e si faceva più oppressiva la persecuzione degli ebrei.
La drammatica situazione militare e politica richiedeva soluzioni drastiche: dopo aver sconfitto le truppe dell’Asse in Africa, e mentre si consumava la tragedia della ritirata di Russia, gli anglo-americani attuavano uno