1918-1922

Il dopoguerra e l'avvento del fascismo

- Didattica -

La violenza dello squadrismo fascista (1919-1922)

Il termine «squadrismo» richiama storicamente l’esplosione della violenza fascista, a cui si assistette in Italia tra il 1919 e il 1922, esercitata nei confronti di oppositori politici, sedi della loro attività e simboli della loro fede politica.

Questo fenomeno politico-sociale non fu utilizzato uniformemente sull’intero territorio della penisola ma fu concentrato soprattutto in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Puglia: vale a dire nelle regioni in cui – durante il biennio 1919-1920 – il Partito socialista e il Partito popolare avevano conquistato democraticamente l’amministrazione di numerosissimi Comuni e gettato le basi per sostanziali riforme economico-sociali, regioni nelle quali i sindacati operai e contadini avevano ottenuto importanti vittorie sul padronato, rappresentando una minaccia per l’ordine sociale e il potere costituito.

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La marcia su Roma

La marcia su Roma fu realizzata al culmine di due anni di violenze fasciste che sbaragliarono le organizzazioni di sinistra e i sindacati socialisti e cattolici. La violenza delle «squadre d’azione» colpì gli attivisti dei partiti antifascisti o dei sindacati per umiliarli e terrorizzarli.

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