1923-1939

Il regime fascista

- Didattica -

Il Tribunale speciale per la difesa dello Stato (1927-1943)

Il Tribunale speciale ebbe il potere di processare il dissenso al regime: diffidare, ammonire, sottoporre a «vigilanza speciale» o condannare a pene detentive (carcere e/o confino) chiunque fosse ritenuto pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza del regime fascista.

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Il confino

All’indomani dell’unificazione nazionale fu istituito un provvedimento transitorio contro il brigantaggio denominato «domicilio coatto», legalizzato poi con la legge Pica nel 1863. Nei decenni successivi venne sempre più utilizzato come strumento di repressione del dissenso politico e sociale. Fu infatti ufficialmente reintrodotto nell’ordinamento giuridico – con la denominazione «confino di polizia» – dal regime fascista nel 1926.

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Educare alla violenza tra scuola, organizzazioni giovanili e tempo libero

Il fascismo, una volta al potere, cercò di organizzare l’educazione e il tempo libero dell’infanzia e della gioventù, introducendo elementi ideologici che dovevano essere a fondamento dell’«uomo nuovo fascista»: obbedienza, senso della gerarchia, orgoglio nazionale, bellicismo, virilità.

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Gli strumenti dello Stato fascista per il controllo e la repressione del dissenso

Il nuovo Stato totalitario fu costruito intorno a un principio cardine: la cancellazione delle libertà (politiche, sindacali, di stampa) e la repressione di chiunque non si adeguasse alle direttive del fascismo.

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