6. Le opposizioni antifasciste nell’esilio e nella cospirazione

L’opposizione al fascismo in Italia fu diffusa, secondo le memorie e la documentazione costituita dalle denunce e dai processi, quasi solo tra classi popolari e presso gruppi intellettuali. Serpeggiò invece a tutti i livelli della società una forma di malcontento, di generica mormorazione che non divenne scelta dichiarata e attiva, se non al momento della sconfitta militare. Tale clima di dissenso perpetuo, ma innocuo, alimentò, dopo la caduta del regime, le illusioni di quanti sostennero l’estraneità dell’intera società rispetto al regime fascista.
Nella sua gran maggioranza il Paese accettò di fatto la dittatura, e pur deprecandone le forme più grossolane e ridicolizzando gli aspetti grotteschi della sua propaganda, restò contagiato dalla sua ideologia e dalla sua cultura. Dopo che il fascismo si fu insediato al potere e dopo la crisi provocata dall’